Le Regole Operative del Gestore dei Servizi Energetici (GSE): cosa dicono in merito alle recinzioni degli impianti fotovoltaici
Chi progetta un impianto fotovoltaico a terra può imbattersi in una domanda apparentemente semplice: quali caratteristiche deve avere la recinzione per essere conforme alle Regole Operative GSE?
La risposta richiede una precisazione importante.
Le Regole Operative del GSE non definiscono, allo stato attuale, una specifica “recinzione GSE” e non prescrivono un’altezza minima, una particolare maglia, un determinato materiale o uno specifico sistema di fondazione per le recinzioni degli impianti fotovoltaici.
Questo non significa che la progettazione del perimetro sia secondaria. Significa, invece, che occorre distinguere correttamente i livelli: il GSE disciplina l’accesso e il mantenimento del meccanismo di supporto; la configurazione della recinzione deve essere coerente con progetto autorizzato, prescrizioni degli enti competenti, condizioni ambientali e paesaggistiche, caratteristiche del sito ed esigenze di sicurezza dell’impianto.
Capire questa distinzione consente di evitare due errori: attribuire al GSE requisiti tecnici che non ha stabilito e progettare il perimetro senza considerare i vincoli che possono invece derivare dal procedimento autorizzativo.
FER X definitivo: cosa è cambiato nel 2026
Il quadro normativo è cambiato di recente.
Il FER X Transitorio, introdotto con il decreto del 30 dicembre 2024, ha cessato di applicarsi il 31 dicembre 2025. Il riferimento attuale è il DM FER X definitivo del 18 giugno 2026, che disciplina il meccanismo di supporto a regime per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato. Le prime Regole Operative sono state approvate dal MASE il 7 agosto 2026.
Per gli interventi con potenza nominale cumulata fino a 1 MW il FER X definitivo prevede l’accesso diretto al meccanismo entro il contingente disponibile; per potenze superiori a 1 MW l’accesso avviene invece attraverso procedure competitive gestite dal GSE.
Un aspetto è particolarmente importante per interpretare correttamente il quadro attuale: le Regole Operative pubblicate il 7 agosto costituiscono una prima attuazione del decreto. Lo stesso GSE specifica che il documento sarà successivamente aggiornato per definire le modalità applicative del FER X definitivo.
Di conseguenza, per progetti che accederanno al meccanismo nei prossimi mesi sarà necessario verificare sempre la versione delle Regole Operative vigente al momento della procedura.
Cosa dicono davvero le Regole GSE sulle recinzioni degli impianti fotovoltaici?
Alla data di aggiornamento di questo articolo, nelle Regole Operative FER X definitivo pubblicate il 7 agosto 2026 non è presente una disciplina tecnica specifica delle recinzioni perimetrali.
Non vengono stabiliti, per esempio:
- altezza minima della recinzione;
- dimensione della maglia;
- tipologia di pannello o rete;
- caratteristiche dei pali;
- sistema di fondazione;
- distanza standard dai moduli;
- obbligo generalizzato di sistemi anti-scavalcamento;
- specifiche caratteristiche di cancelli e accessi.
Questo è un passaggio essenziale: non esiste quindi una recinzione che possa essere definita genericamente “conforme al GSE” sulla base delle sole caratteristiche costruttive.
Le Regole Operative pongono invece particolare attenzione al possesso dei titoli necessari e al progetto autorizzato, definito come l’insieme degli elaborati trasmessi all’Amministrazione competente e da questa approvati ai fini del rilascio del titolo sulla base del quale viene richiesto l’accesso al meccanismo.
Per la recinzione, quindi, il punto di partenza è un altro: capire cosa prevede il progetto autorizzato e quali prescrizioni sono state stabilite per quello specifico impianto.
La recinzione rientra tra le spese incentivabili dal GSE?
Anche su questo punto è necessario correggere un equivoco frequente.
Il FER X definitivo non è un contributo a rimborso delle singole spese sostenute per realizzare l’impianto. Il meccanismo supporta la produzione di energia attraverso il riconoscimento dei prezzi previsti dal decreto e, per gli impianti superiori a 1 MW, attraverso procedure competitive nelle quali viene presentata un’offerta rispetto al prezzo di esercizio.
Di conseguenza, chiedersi se “la recinzione rientra tra le spese ammissibili FER X” rischia di applicare al meccanismo una logica propria di incentivi differenti, basati sulla rendicontazione del CAPEX.
Le Regole Operative utilizzano effettivamente un costo specifico di investimento — per il fotovoltaico, nella versione attuale, pari convenzionalmente a 900 €/kW — ma il valore viene utilizzato per funzioni quali il calcolo delle garanzie e la verifica della solidità finanziaria. Non rappresenta un massimale composto da singole voci di spesa rimborsabili dal GSE.
Per questo, nel FER X definitivo, non ha senso classificare autonomamente una rete, un cancello o una fondazione come “spesa incentivabile GSE” nello stesso modo in cui si farebbe nell’ambito di un contributo in conto capitale con rendicontazione dei costi.

Da quali requisiti dipende, allora, la realizzazione di un impianto fotovoltaico?
Se non è il GSE a prescrivere altezza, rete o tipologia di pannello, la progettazione deve partire dai requisiti che interessano concretamente il sito.
Progetto autorizzato e prescrizioni degli enti
Il primo riferimento è la documentazione approvata nell’ambito del procedimento autorizzativo.
La posizione del perimetro, le caratteristiche della recinzione, gli accessi, eventuali opere di mitigazione o specifiche prescrizioni ambientali possono essere rappresentati negli elaborati progettuali oppure derivare dalle condizioni poste dagli enti coinvolti nel procedimento.
Quando questo accade, la recinzione non è semplicemente un elemento scelto successivamente in fase di acquisto: diventa parte della configurazione autorizzata del sito.
Le Regole FER X richiedono, per l’accesso alle procedure competitive, il possesso di un titolo autorizzativo o abilitativo valido ed efficace e attribuiscono rilevanza alla documentazione del progetto autorizzato.
La conseguenza progettuale è chiara: prima di definire il sistema perimetrale è necessario verificare gli elaborati approvati e le eventuali prescrizioni applicabili.
Sicurezza del sito e protezione dell’investimento
Un impianto fotovoltaico a terra ospita moduli, inverter, cablaggi, quadri, apparecchiature elettriche ed eventualmente cabine e sistemi di accumulo. Il perimetro deve quindi contribuire a controllare l’accesso all’area e a ridurre l’esposizione a intrusioni e manomissioni.
In funzione del rischio, possono assumere rilevanza:
- altezza della barriera;
- dimensione e geometria della maglia;
- rigidità di pannelli e reti;
- resistenza dei fissaggi;
- continuità della recinzione rispetto al terreno;
- configurazione dei cancelli;
- sistemi di chiusura;
- eventuali dispositivi anti-scavalcamento;
- possibilità di integrare videosorveglianza o controllo accessi.
Non tutti gli impianti richiedono però lo stesso livello di protezione.
Un sito isolato, un impianto vicino a una strada pubblica, un’area industriale e un campo fotovoltaico inserito in un contesto agricolo presentano condizioni diverse. La recinzione deve essere dimensionata in base al rischio e al contesto, non scelta esclusivamente sulla base del prezzo al metro lineare.
Terreno, pali e fondazioni: il perimetro deve partire dal sito reale
Gli impianti fotovoltaici a terra possono avere perimetri molto estesi e attraversare tratti caratterizzati da pendenze, variazioni del terreno e condizioni geotecniche diverse.
Per questo una recinzione efficace non può essere progettata considerando soltanto il pannello.
Occorre valutare insieme:
- morfologia del terreno;
- dislivelli;
- tipo di suolo;
- modalità di posa dei pali;
- interasse;
- configurazione dei fissaggi;
- eventuali basamenti;
- esposizione al vento;
- presenza di varchi;
- necessità di raccordarsi a opere o recinzioni esistenti.
Su grandi sviluppi lineari, piccoli errori di progettazione ripetuti per centinaia o migliaia di metri possono trasformarsi in problemi significativi di posa, costo e manutenzione.
È quindi utile progettare la recinzione sul perimetro reale, evitando di adattare successivamente il terreno a una soluzione standard già scelta.
Rete, pannelli o sistemi ad alta sicurezza?
La soluzione dipende dalle prestazioni richieste.
Una rete metallica può essere adatta quando sono prioritari la continuità perimetrale, il rapporto tra costo e sviluppo lineare e l’adattabilità al terreno.
I pannelli rigidi possono diventare preferibili quando è necessaria maggiore rigidità, un controllo della deformazione e una configurazione più strutturata del perimetro.
Nei punti caratterizzati da maggiore esposizione a intrusioni o manomissioni, possono invece essere valutate geometrie più difficili da scavalcare o sistemi specifici ad alta sicurezza.
Officine D’Amico dedica una gamma specifica agli impianti fotovoltaici, indicando tra le soluzioni applicabili Itria 2000-2500, Refissa, Vera 665, Vera 886 e Security. La scelta tra le diverse configurazioni deve essere effettuata in relazione alle prestazioni richieste e alle caratteristiche del sito.
Refissa, ad esempio, è una recinzione modulare in rete elettrosaldata progettata anche per impianti fotovoltaici e per delimitazioni su lunghi tratti, con pannelli irrigiditi e fissaggio diretto ai pali mediante morsetti.
Il punto non è individuare un prodotto “richiesto dal GSE”, ma tradurre i requisiti del progetto in una configurazione costruttiva adeguata.

Cancelli e accessi: il perimetro non finisce con la recinzione
Un impianto protetto lungo tutto il confine può comunque presentare una criticità nel punto in cui il perimetro viene interrotto.
Gli accessi pedonali e carrabili devono quindi essere progettati insieme alla recinzione.
Vanno valutati, tra gli altri:
- numero e posizione dei varchi;
- larghezza necessaria per mezzi di manutenzione e soccorso;
- frequenza degli accessi;
- sistemi di chiusura;
- eventuale automazione;
- controllo delle autorizzazioni;
- continuità meccanica tra cancello e recinzione.
Anche in questo caso non esiste una configurazione universalmente imposta dal GSE: le caratteristiche dipendono dal progetto, dalla gestione del sito e dai requisiti di security.
Fotovoltaico in area agricola: attenzione alle prescrizioni ambientali
La presenza della recinzione assume particolare rilevanza quando l’impianto interessa aree agricole o contesti ad alta sensibilità ambientale.
Una barriera continua può infatti interagire con il paesaggio, con l’uso agricolo del territorio e con gli spostamenti della fauna.
Non esiste però una regola generale del GSE secondo cui ogni impianto fotovoltaico debba mantenere una determinata distanza dal suolo o prevedere aperture di dimensioni standard per gli animali.
Eventuali prescrizioni relative alla permeabilità faunistica, alla mitigazione paesaggistica, alla colorazione, alla tipologia di rete o alle modalità di posa devono essere verificate nel procedimento autorizzativo e ambientale dello specifico progetto.
Questo aspetto è importante anche nella scelta del prodotto: una configurazione progettata per impedire l’ingresso di fauna di grandi dimensioni risponde a un’esigenza diversa da quella di una recinzione che debba garantire il passaggio della piccola fauna.
Non è quindi corretto trasformare una buona pratica o una prescrizione adottata in un determinato progetto in un requisito valido, in modo indistinto, per tutti gli impianti.
Recinzione e layout dell’impianto devono essere progettati insieme
La posizione della recinzione influisce anche sulla gestione operativa del sito.
Nella definizione del tracciato è opportuno considerare:
- possibilità di ispezionare entrambi i lati del perimetro;
- accessibilità per la manutenzione;
- distanze dalle apparecchiature definite dal progetto;
- percorsi dei mezzi;
- vegetazione;
- sistemi di videosorveglianza;
- raccordo con cabine e accessi;
- eventuali ampliamenti o modifiche future.
Questo approccio evita di trattare la recinzione come un’opera da definire soltanto dopo aver stabilito il layout dell’impianto.
Perimetro, accessi e organizzazione delle aree interne sono elementi del medesimo progetto.
Durabilità e manutenzione: valutare il costo lungo tutta la vita dell’impianto
Per un impianto destinato a operare per molti anni, il prezzo iniziale della recinzione rappresenta solo una parte del costo complessivo.
Corrosione, cedimenti del terreno, urti, vegetazione e manomissioni possono deteriorare progressivamente il sistema.
Vanno quindi valutati:
- materiali e trattamenti protettivi;
- sostituibilità dei componenti;
- disponibilità di ricambi;
- semplicità di ispezione;
- modularità;
- facilità di ripristino dei tratti danneggiati.
Su perimetri molto estesi, una soluzione apparentemente più economica in fase di fornitura può generare maggiori costi nel tempo se richiede interventi frequenti o se rende complessa la sostituzione dei componenti.
Per questo, il confronto dovrebbe essere effettuato considerando CAPEX, durata prevista e manutenzione, non solo il costo iniziale per metro di recinzione.

GSE e controlli: una recinzione non conforme comporta la perdita dell’incentivo?
Non è corretto affermarlo in termini generali.
Il GSE dispone di poteri di verifica dei requisiti che consentono l’accesso e il mantenimento dei meccanismi di supporto, anche attraverso controlli documentali e, nel quadro normativo generale, verifiche sugli impianti.
Ma dalle Regole Operative FER X definitive attualmente pubblicate non emerge alcun requisito autonomo relativo alla presenza o alle caratteristiche tecniche della recinzione.
Di conseguenza, non è corretto sostenere che un pannello di diversa altezza, una maglia diversa o una recinzione danneggiata determinino automaticamente la decadenza dal FER X.
La situazione cambia se la configurazione del perimetro incide sul rispetto di una condizione autorizzativa, ambientale o di un requisito rilevante per l’accesso al meccanismo. In quel caso, deve essere valutato il rapporto tra la modifica realizzata, il progetto autorizzato e i requisiti applicabili.
Questa distinzione evita di attribuire al GSE un ruolo che appartiene invece, per diversi aspetti, alle autorità competenti per autorizzazione, ambiente e sicurezza.
Come scegliere la recinzione per un impianto fotovoltaico
Prima di definire il sistema perimetrale è utile verificare almeno questi aspetti:
- cosa prevedono il titolo e gli elaborati del progetto autorizzato;
- presenza di prescrizioni ambientali o paesaggistiche;
- lunghezza e morfologia del perimetro;
- pendenze e caratteristiche del terreno;
- livello di rischio di intrusione;
- necessità di controllo della fauna;
- numero e caratteristiche dei varchi;
- presenza di videosorveglianza;
- condizioni ambientali e corrosive;
- manutenzione prevista;
- possibilità di modificare o ampliare successivamente l’impianto.
È questo il punto centrale anche rispetto alle Regole GSE: non bisogna cercare una recinzione “approvata dal GSE”, ma una soluzione tecnicamente coerente con il progetto autorizzato e con le esigenze reali dell’impianto.
Officine D’Amico progetta sistemi di recinzione per impianti fotovoltaici in contesti industriali e agricoli, configurando pannelli, reti, altezze, cancelli e accessori in base alle caratteristiche del sito e del progetto.